Beltà di madre.

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Madre… beltà più bella
gli occhi miei non videro mai,
vorrei donarti il mondo intero
l’amore mio più vero;
madre… nel tempo ancor
rigogliosa e forte
sostieni con dolcezza le tue lotte,
con animo poeta
dipingo il tuo bel viso
gli occhi tuoi sinceri
il dolce tuo sorriso…
il bianco dei tuoi capelli
il cuor intenerir mi fa
il rosso del tuo amor
forza e calor mi dà;
quadro amoroso e divin
fa l’animo mio sognar
nessun pittore al mondo
dipingerti saprà.
 
                  Angela Maiolino.

Bambini di strada.

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Tra baracche di cartone e giacigli di fortuna,
volano nell’aria richiami festosi e grida:
corrono dei bambini, mocciosi,
occhi beffardi e curiosi,
a piedi scalzi nello sterrato,
fango secco le loro scarpe,
abiti laceri danzano loro addosso
come vele gonfiate dal vento.
Un vecchio pallone bucato
Rotola stancamente
Tra sterpi e fanghiglia,
ma riesce comunque a farli sognare,
e loro tirano e lanciano e ridono
felici di così poco.

Piccoli bimbi dalle facce di sole,
riccioli sporchi e ribelli
incollati dalla miseria,
non vorrebbero fermarsi mai,
fino a sera quando, esausti,
si lasciano cadere fra la polvere
ed una sola, fievole luce,
restringe in un unico abbraccio,
il loro mondo di povertà.

                                   Erminia Mereu.

Primo Premio al “Quartucciu 2009”

Lavoro Quotidiano.

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Se tu lavori
con gioia nel cuore
il lavoro non pesa.
Se tu pensi
che il tuo lavoro
è un granello di sabbia che s’aggiunge
a tutto il lavoro
del mondo
anche il lavoro più duro
è leggero.
Se tu pensi che Gesù
ha battuto
chiodi e assi
con mani divine,
tu ti senti ancora più caro
a lui, suo fratello
nella fatica.
Se tu pensi che l’ape
lavora, l’uccello lavora,
ogni essere nel mondo
lavora
tu ti senti creatura
del mondo in perfetta
armonia col creato.

                          A. Rosi.

Neve sull’Etna

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E ti presenti candida  ammantata
stamani che fa in giro un freddo cane
in alto ti ci han messo quattro nuvole
e a scendere la gonna… ‘bianca a svasare’
 
Ti ho vista da lontano :
‘mbatuffolati gl’ irti  pini e faggi
di bianca cotonella  abeti e lecci,
come ‘matrona’ dal pennacchio in testa
ti lasci palpeggiare anche dai raggi
mentre dintorno fiocca senza sosta
 
Chi ti ricorda quando sei ‘ncazzata
col tuo faccione rosso e incandescente
sprizzare fuoco e bava, a metterci  paura,
oggi non ti conosce affatto
e pensa che sei tu proprio per niente
la stessa roccia che va giù in pianura
tutta pudica, liscia, trasparente
parente a Stromboli e Vulcano
ma certo assai di lor…più impertinente
 
Verranno a cento a cento su in pendio
a carezzarti e scivolarti addosso
falli sentire più vicini a…Dio
falli sentire come in paradiso
tu che grande madre sei di questa terra

donaci, almeno tu, largo un sorriso…

                                                 Domenico Sergi.

La bambola di pezza.

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Hanno rotto la tua bambola di pezza
quella rosa, sempre chiusa nell’armadio
–  ricordi quanto fosse bella? –
Una nicchia sul divano tra i cuscini
le sue trecce sistemavi
e di viaggi e giochi le storielle
poi ridevi
           sulla sella cavalcioni:
la tenevi stretta stretta per la vita
chè nessuno mai te la rubasse…

L’hanno rotta la tua bambola di pezza
mezzo metro di graffette di metallo
a rattoppo di due lembi di tessuto
              made in Italy

L’han trovata ieri l’altro su in soffitta
tra i ritagli di giornale e roba vecchia
avvolta da cento metri quadri di silenzio.
 
                                            Beatrice Zanini.

Pasqua.

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Suona suona campana,
sveglia la gente vicina e lontana,
col tuo suono squillante e festoso,
in questo giorno solenne e maestoso.
Gesù è risorto e lassù dal cielo,
ci guarda, stende il suo velo;
un velo che accarezza l’anima e il cuore,
donandoci tutto il suo grande amore.
Suona campana, suona più forte,
aprite genti tutte le porte,
venite uomini, donne e bambini,
uniamoci al coro dei cherubini.
Portiamo a casa un raggio di sole,
amiamoci l’un l’altro come Lui vuole.
Sulla tavola ornata a festa,
tanti fiori e frutta fresca;
un bell’uovo di cioccolata,
la colomba con la crema variegata;
un regalo, un bigliettino,
e al centro il vino rosso frizzantino.
Intorno a questa tavola imbandita,
Ti ringraziamo per il dono della vita,
alziamo il calice, festeggiamo,
è Pasqua, per Te Gesù brindiamo!
 
                                                Terry Di Vetta.

La prima farfalla.

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Già le prime gemme
accarezzano alcuni rovi lungo il fiume,
il sole mi corteggia,
m’accompagna il trillo di allegri cardellini,
il rauco grido d’allerta dei merli tra i cespugli,
mentre una coppia di anatre selvagge
s’alza in volo allarmata starnazzando.
Una giornata strana,
che ricorda primavere andate,
e ne annuncia una nuova.
Un tepore nell’aria il ghiaccio ha sciolto già
dalle anse del fiume, dove l’acqua indugia;
pigra sbadiglia tra le rocce stanche
dove molleggiano ballerine bianche
in cerca di molluschi e rari insetti.
Dolce anche il vento:
oggi mi adulano vampate tiepide
come a primavera.
E già l’erba rafforza,
ciuffi nuovi s’affacciano alla vita,
a prova scrutano sul prato
dove volteggia una farfalla bianca,
veleggia come fiocco di neve vagabonda,
che quest’inverno si rifiuta di cadere,
e la nuova stagione già asseconda.
 
                              Salvatore Armando Santoro.

Indelebile ricordo.

napoli

                                                  Napoli via San Gregorio Armeno.

Sono le lancette del tempo
che sciolgono i ricordi e che
scolorano le tracce di questo
mio breve viaggio che…
giorno dopo giorno ha avuto
intense emozioni.

Sarà solo il mio cuore
che ad ogni battito riuscirà
per sempre a rivivere ogni attimo
vissuto in amicizia tra le vie
di quella Napoli che, una volta
conosciuta, non si può fare
a meno di volergli bene.
 
                                    pulvigiu.

Viaggio a Napoli.

poesia

Napule è mille culure.
Napule è mille paure.
Napule è a voce d’ ‘e criature
ca saglie chiano chiano
e tu saje ca nun si’ sulo.
Napule è nu sole amaro.
Napule è addore ‘e mare.
Napule è na carta sporca
e nisciuno se ne ‘mporta
e ognuno aspetta ‘a ciorta.
Napule è na cammenata
dinto ‘e viche ‘mmiezo a ll’ate.
Napule è tutta nu suonno
e ‘a sape tutto ‘o munno
ma nun sanno ‘a verità… (Pino Daniele)

Napoli è quel sogno che ho sempre
voluto conoscere in ogni angolo
della città, una straordinaria città dove
si vive una vita al limite della sopportabilità
benché sia piena di gente attenta
che sogna una vita educata dalla cultura
al rispetto umano, alla solidarietà.

Sarà un viaggio che non dimenticherò…

………. Grazie Gabry………        

                                                   pulvigiu.

8 marzo 2012.

festa della donna

Sei l’acqua che toglie la sete,
il fuoco che doni calore,
la terra che germoglia i frutti,
aria che dai respiro a noi uomini.

Le tue mani asciugano ogni lacrima
e riflettono luce ai nostri bui sentieri.

Ogni tua preghiera lenisce il dolore
di chi ti sta vicino.

Non solo questo giorno,
ma ogni giorno
e fino alla fine dei giorni
Donna, tu sei.
 
                           pulvigiu.


Il mio sito: http://www.pulvigiu.net