Naufrago della mia vita.

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E ancora oggi come ieri
mi ritrovo solo nella mia stanchezza
come un libro in biblioteca
dalle pagine ingiallite,
mal riposto e mai letto.

Molte volte sono accarezzato
dalla luce di una giovinezza che,
mi accorgo, si allontana ad ogni tramonto.

Naufrago in questo mare della vita,
non smetto di cercare la riva giusta
in cui approdare.

Nel mio cuore albergano tante domande
sorte cercando l’altra metà di me
che mi desse le risposte giuste
di un amore infinito.

E ancora oggi come ieri
rimango qui in attesa
su questa barca, naufrago della mia vita.

                                                             pulvigiu.

Mi fermo qui miei cari amici lettori e lettrici,
con questa mia ultima poesia,
la mia salute mi sta lasciando ogni giorno
che passa e devo andare a recuperarla
affinché possa ritornare in piena forma
per continuare a regalarvi emozioni come
ho cercato di fare dal 2004.

Un affettuoso saluto da Giuseppe alias… pulvigiu

Il mio sito: http://www.pulvigiu.net

Ricerca.

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                       Chiesa di Sant’Agata alla Fornace, Catania.

Mi capita, talvolta, di fermarmi
davanti al portone di una chiesa,
e di entrare
ma non per la funzione religiosa.
 
Mi piace e mi fa bene
l’ampiezza pura delle arcate,
il silenzio, tra le colonne,
di una solitudine cercata.
 
Guardarmi intorno
e amare quel vuoto,
le assenze, la presenza di qualcosa
di indecifrabile, che pure c’é.
 
Non amo in quei momenti
gli ornamenti, le cose appariscenti
ma semplici banchi,
statue ridotte all’essenziale,
l’invito alla riflessione.
 
La spiritualità evita la ricchezza,
si cammina dentro, nel silenzio,
spesso con sofferenza,
distanti dallo sguardo altrui.

                                   Piera Maria Chessa.

Prendi il mio cuore.

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Prendi il mio cuore e portalo lontano…
dove nessuno ci conosce…
dove il tempo non esiste…
dove possiamo incontrarci…
senza età e ricordi…
senza passato, ma con un futuro…
che nasce all’orizzonte…
e un domani sereno e silenzioso…
da vivere insieme…
Prendi il mio sguardo…
e portalo lontano…
dove possa vederti ogni giorno…
per accarezzarti dolcemente…
e darti mille baci…
e quindi cento…
e dartene altri mille…
e quindi altri cento…
 
                                      Emanuele.

Mi piace.

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Mi piace l’odore
dell’erba bagnata,
il profumo del mare
al sorgere del sole.

Mi piace vedere
gli altri felici
strappare un dolore
con la forza di un sorriso.

Mi piace il contatto umano
verbale guardandosi negli occhi,
abbracciare chi soffre
chi ride, chi amo.

Mi piace contagiare
di gioia un giorno disperato,
senza speranza,
colmare il vuoto e l’assenza.

Mi piace donare,
accogliere chi chiede,
e poi con le briciole
che ho in cambio,
saziare la mia anima.
 
                        Ida Guarracino.

Il ritorno della rondine.

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Se tu rondine partirai ancora,
la tua rotta va in quella direzione.

Se è vero che spesso ritorni
sarò qui ad accoglierti
per la prossima primavera.

Ti aspetterò e scruterò l’orizzonte
ogni giorno fino a che non
vedrò la tua presenza e certo
che l’estate si appresterà
ad arrivare.

Quel volo che aspetterò
arriverà d’oltremare, e se è
vero che niente conosce la fine,

domani sarà lo stesso pensiero.

                                               pulvigiu.

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Tu sei una foglia del mio albero.

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Esistono persone nelle nostre vite
che ci rendono felici per il semplice
fatto casuale di avere incrociato il  
nostro cammino.

Alcuni percorrono il cammino al nostro
fianco, vedendo molte lune passare,
gli altri li vediamo appena tra un  
passo e l’altro: tutti li chiamiamo
amici e ce sono di molti tipi.

Talvolta ciascuna foglia di un albero
rappresenta uno dei nostri amici:

il primo che nasce è il nostro amico
Papà e la nostra amica Mamma, che ci
mostrano cosa è la vita;

dopo vengono gli amici Fratelli,
con i quali dividiamo il nostro spazio
affinché possano fiorire come noi;  
conosciamo tutta la famiglia delle
foglie che rispettiamo e a cui
auguriamo ogni bene.

Ma il destino ci presenta ad altri
amici che non sapevamo avrebbero incrociato
il nostro cammino: molti di loro  
li chiamiamo amici dell’anima,
del cuore; sono sinceri, sono veri,
sanno quando non stiamo bene,
sanno cosa ci fa felici.

E alle volte uno di questi amici dell’anima
si installa nel nostro cuore e allora lo
chiamiamo innamorato: egli dà  
luce ai nostri occhi, musica alle nostre
labbra, salti ai nostri piedi.

Ma ci sono anche quegli amici di passaggio,
talvolta una vacanza o un giorno o un’ora.
Essi collocano un sorriso nel nostro viso
per tutto il tempo che stiamo con loro.

Non possiamo dimenticare gli amici distanti,
quelli che stanno nelle punte dei rami e che
quando il vento soffia appaiono sempre tra
una foglia e l’altra.

Il tempo passa, l’estate se ne va, l’autunno
si avvicina e perdiamo alcune delle nostre
foglie, alcune nascono l’estate dopo, e altre
permangono per molte stagioni.

Ma quello che ci lascia felici è che le foglie
che sono cadute continuano a vivere con noi,
alimentando le nostre radici con allegria:
sono ricordi di momenti meravigliosi di
quando incrociarono il nostro cammino.

Ti auguro, foglia del mio albero, pace amore
fortuna e prosperità, oggi e sempre…
semplicemente perché ogni persona che passa
nella nostra vita è unica e sempre lascia
un poco di se’ e prende un poco di noi.

Ci saranno quelli che prendono molto,
ma non ci sarà chi non lascia niente.

Questa è la maggior responsabilità
della nostra vita e la prova evidente
che due anime non si incontrano per caso.

Bacia qualcuno che ami e avrai fortuna:
con l’amore tutto è possibile.

                     Paul Montes
                          Missionario Sud-Americano.

Una parola d’amore.

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Un fiume la vita,
scorre lasciando
scie di parole
nella nebbia
delle emozioni.
Gocce di  luce
scendono a valle
sino a sfiorare
timidi pensieri
di un tenero sorriso.
Scorre la vita
nel letto azzurro
di sogni
morbidi
e di speranze
acerbe.
Valica il monte alto
della saggezza,
attraversa i fianchi
delle disillusioni
e si ferma
alla riva del cuore
per rinfrescare
d’acqua dolce
l’anima.
Lungo il fiume della vita
ci sono persone,
alcune viaggiano con noi
nel nostro tempo,
altre  ridono e piangono,
mentre io
imploro
una parola d’amore.

             Gloria Venturini.

Cartolina.

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Come petali di peonia
terse brezze leggere
carezzano le onde
e lambiscono trasparenti acque
di un mare smeraldo
che gioca su impalpabile sabbia
simile a cartolina
vive breve nell’aria
il fascino arcaico
di un paesaggio esigente
dove il colore naturale
sfida i raggi luminosi
che il sole accende
a molteplici tinte
su pietre immemori
levigate dal tempo.

                       Cristoforo Puddu.

Buona estate a tutti voi cari lettori.

                                                           pulvigiu.

Tempo che passa.

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Sai cos’è bello, qui?
Guarda: noi camminiamo,
lasciamo tutte quelle orme
sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate.
Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande
spiaggia e non ci sarà più nulla, un’orma,
un segno qualsiasi, niente,
il mare cancella, di notte.
La marea nasconde.
E’ come se non fosse mai passato nessuno.
E’ come se noi non fossimo mai esistiti.
Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi
non pensare a nulla, quel luogo è qui.
Non è più terra, non è ancora mare.
Non è vita falsa, non è vita vera.

E’ tempo, tempo che passa e basta.
  
                                    Alessandro Baricco.

Attesa.

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Oggi che t’aspettavo
non sei venuta.
E la tua assenza so quel che mi dice,
la tua assenza che tumultuava,
nel vuoto che hai lasciato,
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi.
Quale un estivo temporale
s’annuncia e poi s’ allontana,
così ti sei negata alla mia sete.
L’amore, sul nascere,
ha di quest’ improvvisi pentimenti.
Silenziosamente
ci siamo intesi.

Amore, amore, come sempre,
vorrei coprirti di fiori e d’insulti.
 
                                Vincenzo Cardarelli.

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